Vescovi e cattedrali in Basilicata

Vescovi e cattedrali in Basilicata

Il paesaggio della Basilicata è caratterizzato dalla presenza di imponenti cattedrali, solitamente poste in posizione dominante rispetto agli abitanti, perfettamente integrate nell’ambiente rurale circostante. Rimandano all’antica organizzazione ecclesiastica della regione, formatosi nel corso dei secoli in stretto rapporto con gli assetti istituzionali introdotti dai vari dominatori. La prima provincia ecclesiastica lucana si formò intorno al 968, in epoca bizantina, parallelamente all’istituzione del tema di Lucania. In quell’epoca il patriarca Poliuto concesse al vescovo di Otranto l’autorizzazione a consacrare vescovi ad Acerenza, Gravina, Matera, Tricarico e Tursi, costituendo una nuova provincia ecclesiastica greca a cavallo dei temi di Lucania e Longobardia, che non avevano una metropoli. Al consolidamento della Chiesa greca reagi’ energicamente papa Benedetto VII, il quale intorno al 983, elevò il vescovado longobardo di Salerno al rango di metropoli greca di Otranto.
La nuova politica ecclesiastica inaugurata dai normanni nella seconda metà del XI secolo mirò da una parte a ristrutturare il rapporto tra sedi di suffraganee e metropoliche, dall’altra ad erigere nuove sedi episcopali negli stessi centri del potere amministrativo, le contee.
Cosi agendo, i nuovi dominatori in linea con le direttive del Papato, tendevano a garantirsi il controllo politico dei territori di recente conquista, imprimendo, nello stesso tempo, un più deciso impulso alle istituzioni ecclesiastiche latine. Furono erette numerose diocesi le cui chiese cattedrali entrarono a pieno titolo nell’impianto urbanistico delle singole località, simbolo non solo della presenza dei nuovi dominatori, ma anche elemento di difesa e postazione strategica, in stretta simbiosi con i centri del potere politico.