La casa contadina Lucana
Sistema di conduzione, coltura prevalente, estensione dell’azienda, attività zootecniche: radicalmente diversi da zona a zona, in Basilicata hanno determinato una differenziazione non solo nelle forme e nelle dimensioni, ma anche nei modi di vita rurali.
Trasformazioni avvenute negli ultimi anni, soprattutto dopo il terremoto del 1980, hanno in parte snaturato il patrimonio storico dell’edilizia rurale.
Il moltiplicarsi disordinato di nuove abitazioni nelle campagne ha alterato il paesaggio agrario. Ma ancora esiste un ricchissimo patrimonio, da non disperdere, che comprende sia le monumentali emergenze delle grandi masserie di collina che per le più povere tradizionali dimore di montagna.
Buona parte della popolazione contadina viveva negli agglomerati urbani. Fenomeno particolarmente evidente nelle zone basse, dove la malaria scoraggiava l’insediamento rurale. Tessuti di grande suggestione si intrecciano nell’architettura povera dei centri minori e in parti consistenti dei centri storici maggiori, fino ad arrivare a quel unicum urbanistico costituito dai Sassi di Matera. La storia della Basilicata vive anche nella differenziazione delle campagne, nelle diversità tra zona appenninica e sub-appenninica e arco delle terre piane e di collina. La prima area, che comprende anche l’altopiano e le vallate a nord di Potenza, è stata per secoli caratterizzata da una proprietà estremamente frammentata. Lagonegrese, valli del Noce, Mercuri, Sinni: un’economia mista, incentrata sullo sfruttamento delle risorse forestali e su colture specializzate, in regime di autoconsumo, ha condotto all’insediamento rurale anche isolato. Un fenomeno che, anche se in un area più ristretta, a nord ha interessato le montagne che doiminano i corsi del Marmo e del Platano, con caratteristiche simili ai confinanti paesi della Campania. Diversa la storia degli insediamenti sparsi dell’altopiano e delle valli che da Potenza si spingono fino alle pendici meridionali del Vulure, e di quelli dell’alta valle dell’Agri intorno a Marsiconuovo, originati da antiche colonie stabilitesi nei demani feudali.
Nel feudo di Lagopesole, ancora alla fine del settecento, tipica abitazione è la capanna di legname coperta di frasche. Solo più tardi si trasformerà in casa in muratura. Intorno ad essa si svilupperà l’agglomerato. La casa rurale, in pietra a secco o con malta di calce o argilla tra le pietre, ha un solo vano con focolare. Uomini ed animali, insieme vi trovano posto. Questo tipo elementare di abitazione, che può comporsi anche di due vani sovrapposti, è diffuso con alcune varianti in tutta la parte montana della Basilicata. Nel Potentino e nell’Aviglianese tende a raggrupparsi in casali, spesso con annessa una grotta dove conservare il vino. Nelle case a due piani è frequente la scala esterna: nelle campagne di Maratea spesso è ricoperta a dar luogo ad un portico. I tetti sono, nella diffusa casa a pianta rettangolare, a due spioventi coperti da embrici. Forme semplici, non lontane da queste, si ritrovano anche nelle piccole masserie dell’Alta Val d’Agri e del Potentino. Abitazioni particolari, e più complesse, si ergono nella zona di Monticchio, frutto dell’innesto ottocentesco della casa tipo “marchigiano”, conseguenza dell’arrivo di lavoranti provenienti da quella regione nell’azienda agraria dei Lanari. Nell’ottocento si diffonde, specie in prossimità dei centri maggiori, la costruzione dei casini di campagna, residenze in cui i proprietari si trasferivano nella stagione estiva per villeggiare e seguire i lavori agricoli. Esempi molto pregevoli restano nel materano, nel melfese e nella Val d’Agri. I casini di campagna sono sempre a due piani: quello inferiore, che comprende magazzino, stalla ed altri servizi, è occupato dall’affittuario o colono; alla famiglia del proprietario è riservato il piano superiore. Nell’insediamento rurale lucano rilievo importante assumono anche elementi minori. Se per le costruzioni di legno ed altri materiali precari delle zone di montagne sono rimaste che poche tracce, le costruzioni destinate alla produzione costituiscono vere e proprie emergenze meritevoli di un’attenta tutela.