L’alto medioevo in Basilicata
La circoscrizione regionale della Lucania, definita dalla riforma amministrativa di Augusto ed unita a Bruzio, l’odierna Calabria, permane anche dopo la caduta dell’impero, sia sotto il dominio dei Goti che dopo la riconquista di Giustiniano (554 d.C. ). Comprende, ad est, il territorio delimitato dal Tirreno tra i fiumi Sele e Lao. L’antica denominazione, in cronache e poemi storici, sopravvive fino alla fine del XII secolo, in piena epoca normanna. Come entità amministrativa la Lucania è assorbita nelle strutture del ducato longobardo di Benevento. In un trattato di divisione sottoscritto nell’849 dai duchi di Benevento e di Salerno i domini longobardi risultano articolati in gastaldi. Quelli di Acerenza, Latinianon, Taranto, Conza e Laino occupano parti dell’attuale Basilicata.
La riconquista bizantina di parte dell’Italia meridionale portò, intorno al 968/969, alla istituzione del tema di Lucania, a capo del quale fu posto uno stratego che risiedeva a Tursikon (l’attuale Tursi). Il tema era delimitato a nord-est dal Bradano ed a ovest dal vallo di Diano. Intanto convivono, con distinti usi giuridici ma con scambi continui, popolazioni latine, greche e longobarde. In alcune città (Venosa in primo luogo) vi sono significative presenze ebraiche e non mancano insediamenti islamici (Pietrapertosa). Toponimi di chiara derivazione araba si sono conservati a Tricarico e Tursi ad indicare le espansioni urbane medievali.