ichele Tedesco (Moliterno, Potenza, 1834 – Napoli 1917) è uno dei protagonisti della temperie pittorica del suo tempo e mediatore fra la cultura artistica napoletana e quella fiorentina.
Nato a Moliterno e cresciuto a Spinoso, sin da piccolo rivela la sua vocazione per lo studio e l’arte. Michele Tedesco si reca a Napoli insieme ad uno zio materno il prof Antonio Racioppi e si iscrive all’Istituto di Belle Arti, giovanissimo si unisce al gruppo di artisti che gravitano intorno allo studio di Filippo Palizzi e Andrea Cefaly dove, si avvierà il progetto di rinnovamento del linguaggio artistico napoletano.
Nel 1860 si unisce alle Guardie Nazionali di Garibaldi che muovono verso Firenze.
Durante gli anni di permanenza nella città toscana diventerà uno dei protagonisti delle battaglie dei Macchiaioli per il rinnovamento della pittura, nel gruppo del “Caffé Michelangelo”. È uno degli animatori del vivace dibattito artistico italiano.
Cura la rubrica «Corrispondenza Artistica» sul «Gazzettino delle Arti e del Disegno», rivista fondata da Diego Martelli. Dopo essere stato tra i fondatori della Società Promotrice di Belle Arti di Napoli (1861), espone nelle principali città italiane ed europee: Napoli, Firenze, Bologna, Parma, Milano, Torino, Palermo, Venezia, Vienna, Berlino, Londra.
Durante un viaggio in Baviera, conosce e sposa e la pittrice Julia Hoffman insieme alla quale vive a Napoli e grazie alla sua influenza avrà modo di confrontarsi con la scena artistica e culturale tedesca. Diviene presto un artista colto e geniale e vivrà sempre basandosi sui proventi del suo lavoro. Dopo il 1877, si trasferisce a Portici, anche se torna spesso in Basilicata essendo cugino di primo grado di Giacomo Racioppi. A Napoli lavora come maestro di pittura, dal 1892 assume la cattedra di “Disegno di figura” all’Istituto di Belle Arti, di Napoli, incarico che manterrà fino alla morte il 3 febbraio del 1917.
I suoi dipinti sono presenti nelle collezioni pubbliche e private italiane ed europee. Fra le opere più note: Prigionieri borbonici sulla linea del Volturno, 1860; A Volterra, 1861; Ricreazione alle cascine
di Firenze, 1863; La tempesta, 1870; Il ritorno dei vincitori dalla battaglia di Legnano, 1875; Giudizio di Paride, 1890; Visita di Zanardelli in Basilicata, 1903; una delle sue oper più belle è stata la tela del teatro di Moliterno, raffigurante la commedia mediante simboli e figure, sfortunatamente l’opera andò distrutta insieme al teatro.
Dal 4 febbraio al 15 aprile 2012 a Potenza si terrà la mostra “un pittore Lucano nell’Unità d’Italia a cura di Isabella Valente. Convegni e seminari sull’artista si terranno invece a Potenza, Moliterno, Napoli, Firenze, Monaco di Baviera
per ulteriori informazioni visitate il seguente sito www.tedescoinmostra.it